Norme più severe a tutela dei volatili da macello ed etichette armonizzate e più complete delle carni avicole al fine di consentire ai consumatori di fare scelte consapevoli. Queste le richieste avanzate recentemente dal Parlamento europeo consultato in merito alla proposta di direttiva della Commissione Ue che stabilisce norme minime per la protezione dei polli. La proposta della Commissione - lo ricordiamo - ha come obiettivo quello di migliorare il benessere degli animali nell'allevamento intensivo di polli mediante norme tecniche e di gestione per gli stabilimenti, compresi un potenziamento della sorveglianza sugli allevamenti e un maggiore flusso di informazioni tra produttore, autorità competenti e macello sulla base di un monitoraggio riguardante specificamente l'aspetto del benessere. La direttiva si applica ai polli allevati per la produzione di carne ma non agli stabilimenti con meno di 100 animali, a quelli con gruppi di polli da riproduzione e agli incubatoi. Tra le proposte contenute nella direttiva vi è innanzi tutto quella della densità limitata. L'idea della Commissione è che nelle singole unità degli stabilimenti sia rispettata una densità di polli per metro quadro non superiore ai 30 chilogrammi di peso vivo, un limite, questo, accettato anche dagli eurodeputati che tuttavia chiedono che la densità media sia calcolata come media degli ultimi tre gruppi per consentire una leggera variazione nel peso degli animali dovuta da fattori indipendenti alla volontà dell'allevatore, come ad esempio un ritardo nella macellazione. Tuttavia, per ogni gruppo, la densità non potrà superare i 32 Kg/m2. In caso che l'allevatore si attenga a norme supplementari, specificate in altro allegato, la Commissione prevede la possibilità per gli Stati membri di derogare alla norma generale e di fissare una densità di 38kg/ m2. Al contrario i deputati, applicando il principio della media, stabiliscono a 40 kg/ m2 il limite per singolo gruppo ma chiedono che a partire dal 2013 la densità di allevamento degli animali non superi i 34 kg/ m2 e che il limite di densità per un qualsiasi gruppo, prevedendo sempre il gioco della media, sia di 36 kg/ m2. Il Parlamento richiede poi che la serie di norme contenute in un allegato della direttiva e relative agli abbeveratoi, alla somministrazione del mangime, allo strame, alla ventilazione, al riscaldamento, al rumore e alla luce sia esteso a tutti gli allevamenti, intensivi o meno. Per quanto riguarda l'etichettatura, i deputati hanno richiesto alla Commissione la presentazione al PE e al Consiglio, a sei mesi, anziché a due anni, dalla adozione della direttiva, una relazione sulla possibile introduzione di un "sistema di etichettatura specifico, armonizzato e obbligatorio a livello comunitario per la carne, i prodotti della carne e i preparati di carne da pollo". Tale relazione dovrà essere basata sul rispetto dei criteri relativi al benessere degli animali e " corredata di chiare informazioni sulle norme di produzione e sull'origine dei prodotto". Secondo i deputati le etichette dovranno recare indicazione riguardo la densità di allevamento dei polli negli stabilimenti, l'età dell'animale o altri parametri di cui il consumatore auspica si tenga conto. La chiarezza delle informazioni, sempre più richiesta dei consumatori, consente infatti di operare una scelta responsabile al momento dell'acquisto, nell'interesse dell'allevatore, dell'acquirente e degli animali. Agli Stati membri spetterà - come richiesto dal Parlamento - la definizione di norme sulle sanzioni applicabili alle infrazioni delle disposizioni nazionali adottate in base alla direttiva e prendere tutte le misure necessarie per garantirne l'attuazione. La Commissione dovrà invece adoperarsi per stabile una norma ai sensi della quale gli esportatori che immettono carne di pollo sul mercato europeo dovrebbero soddisfare gli stessi requisiti in materia di benessere animale cui si attengono gli allevatori europei. (agricolturaonline)