Secondo stime del Ministero dell'Istruzione, dell'universita' e della ricerca (MIUR) la possibilita' di destinare il 5 per mille dell'imposta sul reddito a ricerca scientifica, sanitaria e al volontariato potrebbe fruttare complessivamente a questi settori da 200 a 660 milioni di euro. E' quanto dichiarato dal presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Giuseppe Palumbo.
La legge, introdotta dalla Finanziaria 2006, prevede a titolo sperimentale che all'atto della dichiarazione dei redditi si possa destinare il 5 per mille dell'imposta sul reddito personale a quattro settori di investimento: fondazioni, istituti di ricerca scientifica, alla ricerca sanitaria, ai Comuni. Il cittadino potra' decidere autonomamente a quali di questi quattro settori destinare il 5 per mille e, all'interno di ciascun settore, potra' indicare un destinatario preciso riportandone il codice fiscale nella dichiarazione di donazione. ''In questo primo anno di applicazione della legge - ha stimato Palumbo - io mi aspetto di arrivare a 300 milioni di euro, ma e' essenziale sensibilizzare le persone e, soprattutto in questa prima fase, i commercialisti'', che sono coloro che veramente hanno e devono usare le proprie competenze per spiegare ai propri clienti questa possibilita' in favore della ricerca. Tuttavia il numero elevato di enti che ha chiesto di beneficiare del 5 per mille rischia di disperdere un po' i fondi raccolti, ha rilevato Palumbo, ''ma dall'anno prossimo si potra' introdurre un sistema di valutazione per verificare cosa danno globalmente alla societa' e alla nazione le diverse associazioni che hanno beneficiato del 5 per mille in questo primo anno di attuazione''. La legge, ha aggiunto Palumbo, andra' se necessario aggiustata e migliorata per sfruttare al meglio le risorse raccolte.(ANSA)