All' Istituto zooprofilattico di Torino, sede del centro di referenza nazionale per la mucca pazza, quasi 160 persone lavorano in condizioni di precariato, talvolta anche estremo. La denuncia e' di Monica Cerutti, candidata al Senato per i Ds, che afferma: ''Il centrodestra, nei suoi cinque anni di governo, non e' riuscito a rendere stabile un solo posto di lavoro per i controlli sulla Bse''. All' Istituto oggi lavorano quattrocento persone, di cui solo 238 hanno il posto assicurato. ''Quasi tutta l' attivita' ordinaria e quella di supervisione sugli esami svolti viene eseguita con personale precario, salvo alcuni dipendenti gia' assunti prima che scoppiasse l' emergenza'', dice Cerutti. Attualmente a Torino si contano 58 borse di studio, 87 rapporti di lavoro a termine e 14 contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Negli ultimi cinque anni, nei laboratori dell' Istituto zooprofilattico si sono avvicendati oltre duecento tra veterinari, tecnici laureati, biologi, statistici e amministrativi con contratti flessibili. Una situazione che ha creato ''gravi disagi e difficolta' per chi deve organizzare tutti i giorni i controlli'', osserva Cerutti. ''La realta' piu' preoccupante riguarda le donne quarantenni con contratti di lavoro rinnovati ogni tre mesi - continua l' esponente della Quercia - E' assurdo che le loro competenze non possano essere valorizzate con la regolarizzazione del loro lavoro''. La rete nazionale di controlli sulle carni bovine macellate, ricorda Cerutti, ''e' stata organizzata e messa in funzione in due mesi'' quando il governo di centrosinistra decise di ''emanare, verso la fine del 2000, un decreto con cui stanzio' 100 milioni di euro''. Con il governo di centrodestra, conclude la diessina, malgrado le emergenze che nel frattempo si sono aggiunte ''quella rete organizzativa e' stata mantenuta nel piu' totale precariato''.
''La carenza di fondi lamentata per l' attivita' dell' Istituto Zooprofilattico di Torino non e' assolutamente responsabilita' del governo''. Lo afferma Forza Italia, dopo la denuncia dei Ds che segnalano ''160 persone in condizioni di precariato'' presso lo Zooprofilattico, sede del centro di referenza nazionale per la mucca pazza. ''E' la Regione - dichiara la consigliera regionale Caterina Ferrero - che lo scorso anno non ha liquidato tutta la somma stanziata, pari a 15 milioni di euro, lasciando andare oltre meta' della cifra, otto milioni di euro, in economia. Di conseguenza c' e' un ritardo nei pagamenti che dovra' essere recuperato nei prossimi mesi, anche con l' assegnazione di ulteriori sette milioni di euro, inseriti nella finanziaria regionale, attualmente all' esame del consiglio''. ''Ma in tutto cio' - sostiene Ferrero - il governo non ha alcuna responsabilita'. E' la giunta guidata da Mercedes Bresso che si e' dimenticata di trasferire i fondi''.(ANSA)