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AVV. CORTE GIUSTIZIA EUROPEA BOCCIA IRAP

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L' avvocato generale della Corte di giustizia europea del Lussemburgo, Christine Stix-Hackl, nelle sue conclusioni pubblicate oggi rileva che la sesta direttiva sull' Iva vieta un'imposta come l'italiana 'Irap', ma al tempo stesso l'avvocato propone che la sentenza della Corte produca i suoi effetti solo a partire dalla fine dell'esercizio tributario durante il quale essa sarà pronunciata. Effetti sul passato ci saranno solo per chi ha presentato ricorso entro il 17 marzo 2005. L'avvocato Ue, nella causa partita dalla Banca Popolare di Cremona contro l'Agenzia delle entrate per ottenere il rimborso dell'Irap, rileva infatti che "risulta giustificata una limitazione nel tempo degli effetti della sentenza" e suggerisce che "sarebbe appropriato stabilire una data futura a partire dalla quale la sentenza della Corte produca effetti, concedendo in tal modo all'Italia il tempo per adottare nuove misure". "Non si può immaginare realisticamente - prosegue l'avvocato - che le autorità italiane cambino il loro intero sistema di finanziamento regionale da un giorno all'altro". Consentire, inoltre, a tutti i contribuenti di invocare immediatamente la sentenza della Corte - è la tesi dell'avvocato Ue - equivarrebbe ad abolire il tributo con effetti immediati. Pertanto Stix-Hackl propone che la sentenza produca effetti alla scadenza dell'esercizio tributario nel corso del quale la Corte pronuncerà la sua sentenza: se ciò avverrà quest'anno, produrrebbe quindi degli effetti dalla fine del 2006. Per quanto riguarda gli effetti della sentenza, l'avvocato precisa quindi che vada introdotta un'eccezione alla limitazione a favore di tutti coloro i quali abbiano avviato azioni legali dirette a rimborso anteriormente alla presentazione delle precedenti conclusioni dell'avvocato generale Francis Jabos il 17 marzo 2005.(ANSA)