E' da considerare con ''prudenza'' la notizia dell'isolamento del virus H5N1 in due o tre gatti in Stiria, e in ogni caso ''ad oggi non c'e' nessun tipo di evidenza scientifica della trasmissione del virus H5N1 dal gatto all'uomo''. Per il virologo Mauro Delogu, dell'universita' di Bologna, continuano a non esserci motivi di allarme circa la presenza del virus dell'influenza aviaria nei gatti. La zona della Stiria nella quale sono stati trovati i gatti colpiti dal virus ''e' un'area contaminata, nella quale si trovano numerosi volatili selvatici infetti, fra i quali e' stata evidenziata un'evidente mortalita''', ha osservato Delogu. Di conseguenza, in Stiria come nell'isola tedesca di Ruegen nella quale e' stato trovato il primo gatto colpito da H5N1 in Europa, i gatti sono venuti in contatto con grandi quantita' di virus. Delogu invita inoltre alla prudenza considerando che ''i gatti sono molto sensibili al virus dell'influenza aviaria'' e che i due o tre felini sui quali sono stati condotti i test in Stiria sono vivi. In teoria non si puo' escludere che gli animali siano venuti in contatto con un altro virus: prima di trarre qualsiasi conclusione ''siamo in attesa di sapere ulteriori notizie, per esempio sulla metodica utilizzata nei test'', ha detto Delogu. Soltanto i risultati completi dei test permetteranno di conoscere la strada seguita dal virus. Ad esempio, e' stato verificato in laboratorio che il virus H5N1 puo' trasmettersi da gatto a gatto, ma e' anche possibile che nei gatti analizzati nella Stiria il virus si sia trasmesso sul campo da un gatto all'altro. Allo stato attuale delle conoscenze, pero', non e' possibile trarre alcuna conclusione. Resta invece la paura che tanti gatti vengano abbandonati sull'ondata di una psicosi senza alcuna base scientifica. ''Ad oggi - ha concluso Delogu - non c'e' alcuna evidenza scientifica della trasmissione del virus H5N1 dal gatto all'uomo. Nell'eventualita' in cui la malattia comparisse nel gatto, questa andrebbe gestita rivolgendosi al veterinario''.
(ANSA).