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H5N1 NEL GATTO? VETERINARI TRANQUILLI

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"La notizia diffusasi oggi (ieri ndr) sul ritrovamento in Germania di una carcassa di gatto deceduto per virus H5N1, non deve sorprendere o preoccupare"- ha dichiarato il Dottor Carlo Scotti, Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, in un comunicato stampa diffuso ieri. La notizia non può d'altra parte preoccupare i proprietari di gatti del nostro Paese in considerazione delle diverse condizioni di vita. I gatti italiani - continua il Dottor Scotti - sono alimentati con prodotti industriali, che danno assolute garanzie di sicurezza". Aldo Vezzoni, Presidente FSA: “Non mi sembra un fatto così allarmante, perchè è normale che in condizioni di elevato contagio anche altri animali si possano ammalare. In questo caso, a fronte di numerosi uccelli selvatici morti si è ammalato un gatto randagio che si è cibato delle loro carcasse. Si tratta di una situazione ben lontana dalla normalità dei gatti domestici. In più sarebbe necessario valutare se questo gatto che si è ammalato ed è morto per il virus dell'influenza aviaria, non fosse già immunodepresso perchè affetto, come molti gatti randagi, da leucemia felina o dal virus dell'immunodeficienza felina. Infine, la cosa potrebbe preoccupare solo nel momento in cui il virus fosse in grado di contagiare altri animali ed essere poi trasmesso da questi al altri simili, cosa che finora non è avvenuta. Anche le persone contagiate e morte, sono state contagiate direttamente da uccelli affetti in ambienti ad elevata contaminazione e non per contagio tra persona e persona. Stefano Bo, Presidente SIMEF: -"Non vi è alcun motivo di preoccupazione. Sapevamo già della rara possibilità che i gatti potessero contrarre il virus in situazioni limite. La condizione in Italia è completamente diversa e non vi è quindi alcun rischio per i gatti domestici e tantomeno per i loro proprietari". Oscar Grazioli su Libero oggi : “I virus della vera influenza (non i raffreddori e i mal di gola delle forme parainfluenzali) che appartengono tutti agli Orthomixovirus, causano la malattia “naturale” principalmente nell’uomo, nel maiale, nel cavallo, nel furetti e nei volatili (e neanche in tutti, perché i piccioni sono resistenti). I gatti e i cani sono fuori, out, non c’entrano, non hanno nulla a che fare con le influenze di polli, di uomini e maiali. Sono colpiti da molte altre malattie virali, alcune delle quali mortali, come il cimurro o la peritonite infettiva, ma che non sono minimamente pericolose per l’uomo o per il mulo o per la pecora o per il pappagallo. Chiaro?"