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AVIARIA, L’ ANMVI REPLICA ALL’ESPRESSO

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A seguito degli articoli “Aviaria senza controllo” di Luca Carra e “Frontiere colabrodo” di Gianluca Di Feo, pubblicati sull’Espresso n. 7 anno LII -23 febbraio 2006, l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ha inviato una replica al direttore del settimanale, Daniela Hamaui. “Da quando l’influenza aviare è diventata “la notizia” – scrive il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti- i medici veterinari italiani, tanto quelli impegnati nei servizi veterinari del SSN tanto i professionisti privati, si sono adoperati nei confronti dell’opinione pubblica e della stampa per restituire al fenomeno le sue giuste proporzioni e la sua dimensione medico-veterinaria. Alla tentazione di esasperare i fatti non si sono sottratti gli articoli sopra citati che contribuiscono ad indurre sfiducia nei cittadini, a destabilizzare i loro comportamenti alimentari e a rovesciare la percezione degli accadimenti: le misure di prevenzione responsabilmente poste in essere dal nostro Paese, anziché rassicurare, vengono trasfigurate in chiave allarmistica.Evidentemente al nostro Paese manca una cultura della prevenzione, al punto da confondere il fuoco con l’estintore. Siamo a questo: la prevenzione fa sensazione, mentre le energie che assorbe sono tante, poco visibili e, quando lo sono, mostrano solo le smagliature e non l’intero ordito. In Italia, occorre ribadirlo, non si sono verificati casi di passaggi del virus ad alta patogenicità nell’uomo e non esiste pericolo alcuno per chi si alimenta con i prodotti della filiera avicola nazionale. Tuttavia la psicosi dilaga. Malgrado questo non si esita ad evocare agli occhi dei cittadini lo spauracchio degli ispettori europei”. Nell’articolo “Frontiere colabrodo”, il giornale si richiamava ad un rapporto della DG(SANCO) ( Final Report of a mission to Italy, from 28 February to 11 March 2005 concerning import controls and Border Inspection Posts ) parlando di “ una rete che avrebbe potuto far penetrare qualunque infezione”. Nella sua replica il Presidente dell’ANMVI precisa che “il rapporto citato nell’articolo di Di Feo riguarda 6 posti di ispezione alle frontiere su 36, non fa i conti con la geografia del nostro Paese, esposto a tutte le insidie, e risale a un anno fa. Da allora lo scenario internazionale è profondamente cambiato e la situazione è in costante evoluzione. Il nostro Paese ha prodotto una robusta legislazione specifica e sta potenziando gli organici veterinari. Inoltre, le recenti misure adottate dalle nostre autorità sanitarie -per quanto di non facile e immediata applicazione sul territorio- sono state apprezzate e approvate dall’Unione Europea, che le ha appoggiate anche finanziariamente”. La conclusione è all’insegna dell’amarezza: “ E’ vero, come scrivete, che il personale veterinario è in affanno. E’ altrettanto vero – dichiara Scotti- che articoli come quelli da voi pubblicati non ci gratificano e non ci aiutano a lavorare più serenamente”.