Il pubblico ministero Luigi Persico, della Procura della Repubblica di Bologna, concluse le indagini preliminari, ha disposto la citazione in giudizio di E.M. 43enne originario di Bari ma residente a Bologna, per i reati di cui all’art. 544 ter del codice penale, per aver usato collari elettrici nell’addestramento di cani “in assenza di specifiche autorizzazioni previste dalle norme statali, dalla Legge Regionale Emilia-Romagna 17 febbraio 2005, n.5 e dal regolamento comunale”. Il Decreto di citazione tiene conto del parere del consulente del PM, prof. Stefano Cinotti, il quale dichiara che “stimoli dolorifici (…) inferti da scariche elettriche nella zona (…) del collo (…) producono sull’animale effetti quali paura, ansia, depressione e aggressività”.L’art.544 ter del Codice Penale dispone che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro(…)”.La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da “Striscia la notizia” (Canale 5), che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici. Le immagini mostravano chiaramente la sofferenza dei cani che, ad ogni scossa ricevuta, guaivano intensamente.“Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della LAV, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna, che vede l’Associazione citata quale parte offesa nel procedimento a carico di E.M. - commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale SOS Maltrattamenti - LAV - “Al PM dott. Persico va il plauso della LAV, la quale si augura che questo procedimento, e l’auspicabile condanna di E.M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata ad individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici, o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani, strumenti da vietare in ogni caso, a prescindere dalla quantità di dolore inferto all’animale”.A questo proposito, la LAV invita i cittadini a segnalare al numero LAV SOS maltrattamenti 848.588.544 (al solo costo di una telefonata urbana da tutto il territorio nazionale) casi analoghi di utilizzo di collari elettrici su animali o altre forme di maltrattamento.