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PIEMONTE,PREVENZIONE VETERINARIA NEL PSR

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Potenziamento della prevenzione e dell'assistenza, maggiore integrazione tra ospedali e territorio, riduzione del numero delle Asl, ammodernamento e ristrutturazione del patrimonio sanitario regionale. Sono i punti principali su cui si articola il Piano Sanitario Regionale presentato ieri dalla Giunta regionale del Piemonte a 11 mesi dall'insediamento. Ora il piano, licenziato dalla Giunta, dovra' passare in Consiglio per l'approvazione definitiva. Tra le principali novita' il piano prevede la riduzione del numero delle Asl, oggi 22, a 13 o a 15. Per quanto riguarda la prevenzione veterinaria, il Piano elenca alcuni “obiettivi innovativi di rilievo” ed evidenzia progetti per le Aree di Sanità Animale (A), Igiene degli Alimenti di origine animale(B) e Igiene delle produzioni zootecniche (C). Per l’Area A, il PSR prevede sistemi per l’osservazione sanitaria delle popolazioni di animali d’affezione, l’estensione del controllo veterinario a zoonosi e altre malattie eradicabili attualmente non soggette a piani di profilassi, con integrazione degli interventi pubblici e privati; sviluppo del sistema georiferito di epidemiosorveglianza e analisi del rischio per le malattie degli animali e di piani aziendali di biosicurezza per la prevenzione del rischio biologico. Nell’Area B, il PSR prevede lo sviluppo di un sistema integrato di accertamenti tecnici e di laboratorio, anche attraverso metodiche innovative, per l’analisi e la gestione del rischio per la sicurezza alimentare, con il supporto di idoneo sistema informativo; perfezionamento del sistema di allerta per l’informazione e l’intervento nei casi di produzioni di origine animale pericolose per la salute pubblica; realizzazione di azioni concordate e coerenti con il progetto di sicurezza alimentare. Infine, per quanto attiene l’Area C, si prevedono analisi, prevenzione e controllo del rischio chimico e farmacologico negli allevamenti, anche attraverso metodiche innovative, con il supporto di un adeguato sistema informativo; buone pratiche di allevamento: promozione di nuovi principi di responsabilità gestionale per la salubrità degli alimenti prodotti e l’ecocompatibilità della produzione, con riferimento anche all’alimentazione e al benessere animale e all’attuazione dei relativi controlli di qualità.