Maxi controllo sui combattimenti clandestini tra cani. Un piano di azione è stato predisposto dal Ministero della Salute e dai Carabinieri del NAS. Il fratello 19enne della vittima di Acireale ha confessato di gestire i cani aggressori. La testimonianza del Direttore dei Servizi Veterinari della Asl: "non si tratta certo di randagi". Il fratello 19enne della vittima di Acireale ha confessato di gestire i cani aggressori. La testimonianza del Direttore dei Servizi Veterinari della Asl 3, Tonino Salina: "Sono cani allevati per scopi illegali, non si tratta certo di randagi".
Al pm, accompagnandolo sul luogo dell'inchiesta, Salina ha spiegato:"Abbiamo catturato sei cuccioli e quattro adulti, dei quali due meticci, un pit bull e un doberman, quest'ultimo- spiega- era legato con catena e lucchetto, gli altri liberi di muoversi su un fondo di circa un ettaro. Non c'era invece alcun dogo argentino". Il doberman aveva il microchip la cui lettura ha permesso ai veterinari dell'Asl che collaborano con i carabinieri di risalire al legittimo proprietario che aveva denunciato il furto dell'animale più di un mese fa.
Nel recinto ci sono i segni degli addestramenti: "Un percorso molto battuto- prosegue il Direttore- con pneumatici di moto utilizzati per potenziale i muscoli mandibolari e dunque l'aggressività.
Il pm ha chiesto di fare dei prelievi di saliva sui cani per compararli con le tracce biologiche lasciate sugli indumenti e sul corpo del bambino, che non è strato straziato come si pensava: il medico legale ha riscontrato una sola grossa ferita al collo. "E probabile spiega Salina- che uno dei cani lo abbia azzannato e si sia allontanato, non erano affamati, c'era chi li accudiva".
Per il sindaco di Acireale Nino Garozzo "Non e' mai pervenuta alcuna segnalazione riferita all'allevamento di cani in cui si e' consumata la tragedia e peraltro, esulerebbe dal servizio contro il randagismo, trattandosi di cani allevati in terreno privato, recintato e chiuso".
In merito drammatico episodio di Acireale, il Sottosegretario alla Salute FrancescaMartini annuncia di concerto con il Comandante dei Carabinieri dei Nas Generale Cosimo Piccinno un maxi controllo sui combattimenti clandestini tra cani, fenomeno collegato alla criminalità organizzata che trae ingenti guadagni illeciti da tale pratica.
Il Sottosegretario Martini ha dichiarato: "oltre a registrare l'ennesimo caso di situazioni degradate in violazione delle leggi, sfociato nella drammatica morte di un bimbo, informo di aver già questa mattina incontrato il Comandante dei Carabinieri dei Nas Generale Cosimo Piccinno predisponendo un piano di azione per la lotta e lo snidamento dell'indecente fenomeno dei combattimenti con l'utilizzo di cani cui sembra collegato presumibilmente l'episodio di Acireale".