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AISA: SIAMO PER UN USO RESPONSABILE DEL FARMACO

AISA: SIAMO PER UN USO RESPONSABILE DEL FARMACO
"AISA e tutte le aziende ad essa associate credono fermamente nel concetto di responsabilità nell'uso dei farmaci veterinari ". Lo dichiara Alessandra Vallisneri, Direttore di AISA, che commenta la richiesta della FAI di approfondire gli studi scientifici sull'impiego di antibiotici nell'apicultura. AISA "è costantemente impegnata nella diffusione del concetto di uso responsabile dei farmaci veterinari". A seguito della notizia "Apicoltura, Fai: stop a farmaci veterinari" e alla richiesta di parere inoltrata dalla Federazione Apicoltori Italiani all'EFSA riguardo al Limite Massimo Residuale di sostanze antibiotiche fino al quale il miele può essere considerato un prodotto alimentare sicuro, l'Associazione Imprese Salute Animale, tiene a ribadire "il proprio apprezzamento verso ogni approccio responsabile e fondato su chiare evidenze scientifiche, oltre alla piena fiducia verso l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), il cui parere rappresenterebbe un importante chiarimento circa l'opportunità di somministrare alle api dei trattamenti con farmaci veterinari, a tutela della loro salute".

"AISA e tutte le aziende ad essa associate, credono fermamente nel concetto di responsabilità nell'uso dei farmaci veterinari - dichiara Alessandra Vallisneri, Direttore di AISA. A monte va detto che una terapia antibiotica responsabile deve basarsi su una diagnosi accurata. Infatti, l'uso del farmaco è il frutto di una valutazione clinica diretta del veterinario e si fonda sulla certezza che il medicinale avrà un effetto positivo per l'animale. Inoltre, la somministrazione del farmaco antibiotico è sempre limitata a quei casi dove si è accertata la presenza di un agente infettante suscettibile alla terapia. L'uso di un farmaco è limitato a quei casi dove sussiste una indiscutibile e accertabile ragione del suo impiego e contemporaneamente la certezza che il medicinale sarà efficace e servirà a tutelare la salute dell'animale. Per questa ragione - conclude Vallisneri - non possiamo che accogliere positivamente qualsiasi studio o analisi scientifica che miri alla valutazione della necessità di somministrare un farmaco e che parallelamente ne appuri l'efficacia".