• Utenti 11
  • Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 31546

OGM: UE, COESISTENZA AGRICOLTURE

Immagine
Punta a due grandi opzioni, il documento messo a punto dal commissario europeo per l'agricoltura Franz Fischler sul problema della coesistenza dei sistemi agricoli tra produzioni biologiche, tradizionali e quelle che utilizzano organismi geneticamente modificati (Ogm). Sulla base del progetto, una prima opzione prevede di ''limitare'' l'azione comunitaria in materia di coesistenza di sistemi agricoli ad una ''funzione di coordinamento e di parere''. La Ue avrebbe il compito di adottare ''una legislazione quadro'', fissando gli obiettivi di base e i principi d'applicazione per introdurre misure per gestire la coesistenza di sistemi agricoli. I Quindici invece, avrebbero il compito ''di selezionare le misure e regolarne i dettagli''. La seconda opzione punta invece ad ''un'azione legislativa a livello comunitario''; verrebbe varata una legislazione che ''regolamenterebbe in dettaglio le esigenze da imporre ad agricoltori e operatori'' con un'attenzione ai rischi legati alla gestione. Insomma un approccio destinato ad un alto grado di armonizzazione tra i partner europei. La delicata questione è stata al centro del dibattito della Commissione europea, il 5 marzo scorso a Bruxelles. In quell'occasione, il collegio dei commissari ha affrontato il problema piu' vasto dei ritardi che l'Ue sta accumulando sul fronte delle biotecnologie, con il proposito di lanciare a fine aprile un dibattito pubblico sull'argomento. Fischler punta a riunire gli elementi necessari per avanzare una proposta specifica entro l'estate, in modo da discuterla nella seconda parte dell'anno, sotto presidenza italiana dell'Ue. Intanto il commissario europeo per il commercio estero Pascal Lamy da Washington dichiara: “L'Unione Europea deve muoversi in fretta sul fronte della regolamentazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm), tuttora da mettere a punto nei dettagli, per non rischiare in futuro di essere accusata di protezionismo e per evitare quindi la condanna dei tribunali della Wto, l'Organizzazione che gestisce il commercio mondiale”.