• Utenti 11
  • Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 31306
CONTRIBUTI

ENPAV, procedura standard per il recupero dei crediti contributivi

ENPAV, procedura standard per il recupero dei crediti contributivi
Il Consiglio di Amministrazione dell’Enpav ha definito un iter standardizzato per il recupero dei crediti contributivi nei confronti degli iscritti.

La questione delle morosità previdenziali, apertasi nel marzo scorso, verrà affrontata seguendo un iter procedurale, individuato dal Cda dell'Enpav e comunicato oggi. Si tratta di una questione "non ulteriormente procrastinabile" per il Cda dell'Enpav che- nella definizione dell'iter di recupero - ha tenuto conto anche di quanto emerso dall'Assemblea degli Ordini Veterinari, riunita dalla Fnovi in aprile a Stresa.

Il recupero dei crediti è "un tema che ha molto impegnato il nostro Ente negli ultimi mesi - spiega il Presidente Gianni Mancuso - delicato e carico di responsabilità per gli amministratori di un Ente". Il problema è anche "fortemente attenzionato dagli Organi di controllo, interni ed esterni, e deve essere perseguito sin dall’insorgere delle morosità"- aggiunge Mancuso.

Il Consiglio di Amministrazione ha definito un iter di recupero "differenziato", a seconda dell’entità del debito dell’iscritto e che si tratti di debiti nuovi oppure maturati al 31 dicembre 2017.

Procedura di recupero operativa dal 1 gennaio 2019 - Per i debiti contributivi che matureranno dal prossimo anno, la procedura di recupero prevede una prima attività di sollecito svolta dagli uffici dell’Enpav. Le attività di sollecito hanno inizio nel mese di luglio e terminano al 31 marzo dell’anno seguente, quando gli iscritti morosi riceveranno un atto di diffida con invito a regolarizzare la propria posizione entro i successivi 30 giorni e preavviso che, in caso contrario, la riscossione del debito maturato sarà affidata all’Agenzia Entrate Riscossione SpA (ex Agenzia delle Entrate).

All’atto di diffida potranno verificarsi tre situazioni: la regolarizzazione da parte dell’iscritto, la richiesta di dilazione del debito o nessun riscontro; nell’ultimo caso, l’Ente segnalerà la posizione dell’iscritto moroso al Presidente dell’Ordine. La segnalazione avviene anche in caso di mancato pagamento di due rate del piano di dilazione approvato dall’Ente.Se l’insolvenza persiste, la riscossione viene affidata appunto all’Agenzia Entrate Riscossione SpA. In una prima fase si tratta di una procedura di “riscossione precoattiva”, che si trasforma in “coattiva” in caso di perdurante morosità.

L’ultima fase prevede la richiesta di cancellazione dall’Ordine per i veterinari che non regolarizzano la posizione contributiva, anche a seguito della riscossione coattiva dell’Agenzia Entrate Riscossione.

Procedura di recupero operativa per i debiti maturati fino al 31 dicembre 2017- Si tratta di debiti per i quali l’attività di recupero svolta da parte degli uffici è stata intensa - spiega  l'ENPAV- e per i quali si è ritenuto di prevedere una procedura differenziata, a seconda che l’entità del debito sia inferiore o superiore a due annualità, dove per annualità si intende la contribuzione minima dell’anno del procedimento.

Cronologia degli interventi dell'Enpav per il recupero delle morosità previdenziali
A marzo di quest’anno, è stata richiesta la cancellazione dall’Albo per morosità degli iscritti già raggiunti da diffida nel 2016.
A giugno è stato inviato un sollecito a tutti i veterinari con un debito inferiore/uguale a due annualità.
A luglio il sollecito ha riguardato gli iscritti con un debito superiore a due annualità. Da questo sollecito sono stati esclusi i veterinari, per i quali era già stata richiesta nel precedente mese di marzo la cancellazione dall’Ordine.

A settembre di quest'anno sarà inviato un ultimo sollecito a tutti i veterinari che hanno un debito maturato al 31 dicembre 2017, indipendentemente dall’importo, e che non hanno regolarizzato la loro posizione, preannunciando il ricorso all’Agenzia delle Entrate Riscossione in caso di persistente morosità.
In caso di mancata regolarizzazione, quindi, i debiti inferiori alle due annualità saranno affidati all’Agenzia delle Entrate che attiverà una procedura di “riscossione pre-coattiva” e successivamente, ove il veterinario non paghi, una procedura di “riscossione coattiva”.

Per i debiti superiori alle due annualità, viene avviata direttamente la procedura di “riscossione coattiva”.
Per tutti i debitori, qualora la procedura di “riscossione coattiva” dell’Agenzia delle Entrate non dia esito positivo, l’Ente richiederà agli Ordini provinciali, la cancellazione dall’Albo per morosità.