Non sarà forse una delle leggi che la maggioranza di centrosinistra approverà nei primi 100 giorni ma certamente quella delle professioni potrebbe essere una delle prime riforme del governo di Romano Prodi. Pierluigi Mantini, responsabile nella Margherita per le professioni, e che già nella scorsa legislatura si era fortemente impegnato per arrivare ad una riforma ha presentato una proposta di legge che ha trovato ampia condivisione nell'Ulivo ed apprezzamenti anche nel centro-destra. Il testo si rifà ampiamente alla bozza-Vietti, con cui Mantini aveva collaborato per trovare un accordo bipartisan, che aveva incontrato ampia disponibilità da parte del CUP e discreta attenzione delle Associazioni che rappresentano le attività professionali non ancora riconosciute. I punti principali sui quali si sostiene la proposta di legge sono: Ordini ed Associazioni con pari dignità grazie alla regolamentazione di queste ultime. Le Associazioni che rappresentano professionisti che svolgono attività già attribuite per legge ad altre categorie non potranno avere alcun riconoscimento; apertura alla libera contrattazione fra professionista e cliente. Minimi e massimi tariffari potranno essere mantenuti per le attività riservate per legge; spazio alle società professionali ed interprofessionali secondo due possibilità: con la società cooperativa a responsabilità limitata (che prevede anche la presenza di soci di capitale esterni ) o con la società di persone ( snc); riconoscimento di un equo compenso per il praticante; più spazio alla pubblicità informativa; obbligo di assicurazione dei professionisti contro eventuali danni dalla prestazione;incentivi all'aggiornamento del professionista; autonomia delle Casse di previdenza da valorizzare.
(fonte: ItaliaOggi)