L'ombra del commissariamento per le Regioni che hanno sfondato il tetto della spesa sanitaria e l'aumento delle addizionali Irap e Irpef fino al livello massimo previsto dalla legge, sono i due pericoli che mercoledi' l'incontro tra il neoministro alla Salute Livia Turco e le Regioni sono chiamati a scongiurare. La Finanziaria prevede infatti che, accertato il disavanzo per il 2005 e in assenza di correzioni, scatti la procedura di affiancamento del Governo o il commissariamento, con i governatori commissari ad acta. E se nulla accadra' entro il 31 maggio, l'aliquota di Irpef e Irap passa da sola alla misura massima prevista dalla normativa, rispettivamente l'1,4 e 1 punto.
Cosi' il ministro Turco ha spiegato che ''i dati emersi dalle rilevazioni sulla spesa sanitaria 2005 evidenziano la necessita' di un nuovo accordo con le Regioni basato su una maggiore condivisione delle scelte e delle modalita' di controllo della spesa'' e per questo ha convocato le Regioni per mercoledi' per un incontro che ha definito ''importante'' e che, ha spiegato, la vedra' ''attenta a raccogliere idee, istanze, problematiche e prospettive da parte dei titolari dei servizi sanitari regionali in un clima che mi auguro possa, fin dall'inizio, manifestare la reciproca volonta' del Governo e delle Regioni di lavorare insieme per il miglioramento e il rilancio del servizio sanitario nazionale''. Il coordinatore degli assessori alla Sanita', Enrico Rossi, ha detto di apprezzare l'invito e ha chiesto, innanzitutto, un nuovo stile nei rapporti tra Governo e Regioni. ''Veniamo da mesi di vera e propria contrapposizione - ha spiegato - chiediamo che si costruisca insieme una strategia di politiche sanitarie nazionali. Sara' un primo incontro di conoscenza e per stabilire un metodo. Noi sosteniamo la necessita' di un ministero della Salute forte, che concerti con le Regioni''. Rossi ha anche sostenuto la necessita' che si porti la spesa sanitaria dall'attuale poco piu' del 6 al 7% del Pil, come la media europea, e ha chiesto di non drammatizzare la situazione, difendendo l'operato delle Regioni. ''Abbiamo assistito - ha osservato - ad uno strano andamento: per un lungo periodo si e' tentato di mettere sotto al tappeto il reale andamento della spesa, ora si mette tutto all'aria. Va benissimo, ma attenzione: bisogna che vi sia il senso della misura. Non dobbiamo farci prendere dal panico. Certo, meglio si puo' sempre fare, ma ci sono Regioni che hanno saputo governare la spesa; insomma, non siamo degli spreconi, anzi siamo pronti a fare la nostra parte. Per oggettive ragioni ci sono situazioni diverse e livelli di responsabilita' diversi - ha concluso - e le Regioni hanno saputo, di fronte all'assenza di politiche nazionali, nel complesso, essere in grado di controllare la spesa meglio che nel passato''. Intanto una cosa certa sono i numeri: a fine marzo la Conferenza Stato-Regioni ha ratificato l'intesa sul riparto delle risorse del servizio sanitario nazionale per il 2006 che ammontano a 90 miliardi ai quali sono da aggiungere 2 miliardi di euro per il ripiano dei disavanzi degli anni 2002-2004 e 1 miliardo per il recupero del disavanzo strutturale. Il deficit sanitario ammonta a poco piu' di 4 miliardi e senza misure strutturali costringera' le Regioni 'in rosso', dal 31 maggio, ad aumentare le addizionali Irpef ed Irap a meno che il governo Prodi non intervenga con qualche misura. (ANSA).