L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha adottato il 12 maggio scorso un parere sul possibile ruolo degli uccelli migratori nella diffusione dell’influenza aviaria al alta patogenicità. L’EFSA ha condotto l’ analisi del rischio in relazione a tre punti: 1) la probabilità di introdurre in Europa il virus asiatico H5N1 ad alta patogenicità attraverso gli uccelli migratori; 2) la probabilità che esso diventi endemico negli uccelli selvatici europei; 3) la possibilità che si trasmetta al pollame domestico. Sul primo punto gli esperti raccomandano di educare alla biosicurezza gli allevatori nei paesi colpiti fuori dal territorio comunitario: in questi paesi la sorveglianza dovrebbe essere innalzata sul pollame domestico e sugli uccelli selvatici e si dovrebbero adottare programmi di vaccinazione per controllare l’infezione. Il commercio dovrebbe altresì tener conto dei rischi di diffusione del virus. Ci vuole inoltre più ricerca per migliorare i metodi di sorveglianza nel pollame e negli uccelli selvatici e per analizzare più approfonditamente le migrazioni degli uccelli selvatici. Sul punto 2), le conclusioni a cui sono pervenuti gli esperti indicano che il rischio che il virus diventi endemico negli uccelli selvatici d’Europa varia fra basso e alto a seconda delle specie. Il rischio può essere ridotto se si intensifica la sorveglianza attiva e passiva degli uccelli selvatici in Europa e se si utilizzano i dati raccolti nella definizione delle misure di biosicurezza per il pollame domestico. Per il Panel AHAW dell’EFSA il comportamento degli uccelli selvatici in Europa deve essere studiato in maniera più approfondita in modo tale che le dinamiche di trasmissione all’interno di una stessa specie e fra specie diverse vengano meglio compreso. Infine, quanto al rischio di trasmissione dell’infezione al pollame domestico questo è del tutto trascurabile nelle aree ad alti standard di bio-sicurezza, molto basso” a parità di misure nelle aree ad alta intensità di allevamenti, da basso a medio nelle aree rurali. Infine fra le raccomandazioni dell’EFSA c'è quella di ottimizzare l’efficacia delle misure di biosicurezza e di condurre ulteriori ricerche sui vaccini.