La Commissione europea ha adottato ieri una posizione sul modo per meglio modernizzare le università europee. Ciò è essenziale perché queste possano recare il loro contributo all’obiettivo dell’UE di diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica al mondo. Le università europee hanno un enorme potenziale, gran parte del quale però non viene valorizzato a causa di diversi ostacoli e rigidità. Sbloccare questo importante serbatoio di conoscenze, talenti ed energie richiede un cambiamento immediato, profondo e coordinato che vada dal modo in cui i sistemi sono regolamentati e gestiti al modo di dirigere le università. Le idee della Commissione sono esposte in una comunicazione adottata in data odierna che copre tutte le attività delle università europee: le attività d’istruzione, quelle di ricerca, nonché le loro potenzialità di motori dell’innovazione. Questo testo risponde a una richiesta avanzata nella riunione informale del Consiglio europeo di Hampton Court nell’ottobre 2005 affinché si identificassero settori d’intervento in ambito universitario che potessero servire a portare avanti l’agenda per la crescita e l’occupazione. L’obiettivo primario deve essere di raggiungere l’eccellenza nelle funzioni di insegnamento e di ricerca delle università. La proposta presentata ieri dalla Commissione comprende: Accrescere la proporzione di laureati che trascorrano almeno un semestre all’estero o nel mondo dell’industria - Consentire agli studenti di avvalersi di prestiti e borse di studio nazionali indipendentemente dal paese dell’UE in cui decidono di studiare o fare ricerca. Porre in linea le procedure per il riconoscimento delle qualifiche accademiche con quelle che valgono per le qualifiche professionali e far sì che le lauree rilasciate in Europa siano più agevolmente riconosciute fuori dall’Europa. Introdurre una formazione nel campo della proprietà intellettuale, del management, della comunicazione, della costituzione di reti, dell’imprenditorialità e del lavoro di gruppo contestualmente a una carriera nel campo della ricerca. Reimpostare i corsi in modo da consentire una maggiore partecipazione nelle fasi ulteriori del ciclo di vita, assicurando così le abilità necessarie alla forza lavoro europea e assicurando inoltre che le università siano in grado di adattarsi a una popolazione europea che invecchia. Ripensare i sistemi nazionali di tasse e aiuti agli studenti per far sì che i migliori studenti possano partecipare all’istruzione superiore e intraprendere carriere nel campo della ricerca indipendentemente dal loro contesto di provenienza. Ripensare i sistemi di finanziamento delle università affinché questi siano maggiormente orientati sui risultati e conferiscano maggiori responsabilità alle università per quanto concerne la loro sostenibilità finanziaria di lungo periodo, particolarmente nel campo della ricerca. Conferire alle università maggiore autonomia e responsabilità affinché esse possano reagire celermente al cambiamento. In ciò dovrebbe rientrare una revisione dei curricoli per adattarli a nuovi sviluppi, la creazione di legami più stretti tra le varie discipline e una maggiore attenzione per grandi ambiti di ricerca (ad esempio le energie rinnovabili, le nanotecnologie) piuttosto che per singole discipline. Ciò potrebbe configurarsi anche quale maggiore autonomia a livello delle singole istituzioni nella scelta del personale docente e di ricerca.
La Commissione è pronta a sostenere la modernizzazione delle università dell’UE mediante un processo di identificazione e condivisione di buone pratiche e facendo leva sui suoi programmi per il finanziamento dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione: il Programma per l’apprendimento permanente, il Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo, il Programma Competitività e innovazione e i Fondi strutturali e di coesione.