Stop alla caccia ai migratori acquatici nelle aree dell'Unione Europea in cui si siano generati focolai di influenza aviaria. Gli uccelli selvatici acquatici sono infatti stati riconosciuti portatori dell' H5N1 dentro i confini Ue senza escludere la possibilita' di contagio al pollame domestico in assenza di serie precauzioni. Questo quanto affermato in una dichiarazione scientifica adottata dal gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali (gruppo AHAW) dell'Autorita' europea per la sicurezza alimentare, Efsa, diffusa ieri. La dichiarazione riguarda esclusivamente il ruolo degli uccelli migratori nella diffusione del ceppo di influenza aviaria H5N1 tra le popolazioni di uccelli domestici e selvatici nell'Unione europea. Oltre alla sospensione della caccia, sono altre cinque le misure di biosicurezza indicate dall'Efsa: prevenire l'ingresso di uccelli selvatici negli allevamenti di pollame; accertarsi che il pollame non abbia accesso ad acqua e mangime accessibile anche da parte di uccelli selvatici; evitare l'insediamento di nuovi allevamenti avicoli vicino a zone di rifugio di uccelli acquatici e rafforzare le misure di biosicurezza per gli allevamenti gia' esistenti nei pressi di queste zone; mantenere il pollame all'interno di ricoveri protetti nelle zone in cui sussiste una probabilita' di infezione da virus H5N1. Secondo gli esperti dell'Efsa alcune specie di uccelli selvatici (principalmente acquatici, come le anatre e i cigni) 'sono senza dubbio portatrici dell'H5N1 e sono pertanto ritenute responsabili dell'introduzione del virus nell'UE''. ''Sussistono sempre maggiori prove che l'H5N1 sia presente in forma asintomatica - aggiungono gli esperti nella dichiarazione - all'interno di talune specie di uccelli selvatici (fra cui anatre, passeri e cigni) e che dunque vi sia un'elevata probabilita' che il virus si sposti per lunghe distanze tramite gli uccelli selvatici (in modo particolare migratori)''. In questo modo la dichiarazione scientifica ''conferma che talune specie di uccelli selvatici sono portatrici della malattia'' pubblicando un elenco delle specie con maggiore probabilita' di trasmissione del virus H5N1 al pollame domestico, indicando fra le popolazioni avicole soggette a rischio piu' elevato il pollame allevato a terra e di cortile nonche' gli allevamenti nei pressi di terreni paludosi. La dichiarazione si conclude con una serie di raccomandazioni volte a ridurre la probabilita' di diffusione dell'H5N1 tra il pollame domestico. L'Efsa, si legge, ''ha pubblicato tale dichiarazione scientifica in considerazione dell'urgente bisogno di fornire consigli scientifici per la gestione dei rischi associati agli uccelli migratori''. La valutazione del rischio fornisce un elenco delle specie di volatili selvatici a piu' elevata probabilita' di trasmissione dell'H5N1 ad altre specie di volatili nell'Ue, in seguito ad un periodo di migrazione fuori dall'Unione europea (nell'elenco diverse specie di volatili fra cui cigni, oche, anatre e gabbiani). La valutazione individua inoltre le specie di uccelli che vivono in prossimita' di pollame domestico e che hanno maggiore probabilita' di esporre quest'ultimo al virus H5N1, a causa sia della prossimita' sia dell'utilizzo della medesima acqua o del medesimo suolo (alcuni tipi di oche, germani reali, anatre, piccioni, passeri, stornelli e gabbiani). La dichiarazione scientifica valuta inoltre la probabilita' che degli uccelli selvatici trasmettano il virus H5N1 al pollame domestico dell'Ue. Il gruppo di esperti EFSA ''ritiene che un rischio elevato sussista per il pollame a terra e di cortile o per qualsiasi altro sistema di produzione che non disponga di elevate misure di biosicurezza''. Il rischio e' ritenuto generalmente basso per gli allevamenti di pollame al coperto, pur aumentando per quelli situati nei pressi di terreni paludosi. Mentre le misure di biosicurezza comprendono quelle intese a creare una barriera fisica e biologica tra un'azienda agricola e l'ambiente circostante come, ad esempio, la disinfezione di tutti gli oggetti che entrano nell'azienda, curare l'igiene del mangime e dell'acqua nonche' evitare che persone e animali selvatici o domestici portino la malattia all'interno dell'azienda. L'Efsa raccomanda inoltre un piu' elevato monitoraggio degli uccelli selvatici presenti nel territorio dell'Ue e una revisione delle misure di biosicurezza per tutti i tipi di allevamenti avicoli. (ANSA).